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05/07-06-2009: LIVERPOOL MASTER CLASS I.I.B.B.
 

Adriano Busa' e Andrea Colombini all'ingresso del Quartier Generale WJJFTutti sappiamo che la vita è fatta di esperienze, ma quello che un uomo può sperimentare attraverso un viaggio simile lascia un segno profondo. Non è il primo viaggio a Liverpool nella sede mondiale della Wjjf che affrontiamo io e il Maestro Colombini, ma quello che abbiamo vissuto in questi quattro giorni ha assunto un sapore diverso, un sapore che cercherò di raccontarvi.

Quando da “Fazakerley (Liverpool)” è arrivata la data dell’appuntamento per gli aggiornamenti tecnici, ci siamo mobilitati subito per organizzare i nostri impegni di lavoro e familiari e non è stato facile. Perché come molte persone le responsabilità giornaliere sono veramente tante, ma al consueto appuntamento tecnico nella sede mondiale della World Ju-Jitsu Federation, la Wjjf Pma Italia non poteva mancare con i suoi rappresentanti più esclusivi. Purtroppo un inconveniente di carattere familiare non ha visto la partecipazione oramai confermata, del terzo elemento che costituisce i vertici della nostra federazione, il Maestro Enrico Vignali, il quale a malincuore ha dovuto rinunciare a questo viaggio ma presenzierà sicuramente al prossimo appuntamento del sette novembre.

Comincerò il racconto dall’inizio, da quella sveglia terribile che è suonata alle 3.30 del mattino.

Il Bold HotelIl giorno della partenza, con occhi particolarmente assonnati ho salutato il Maestro Colombini la mattina presto, e visto che ci siamo alzati in piena notte per essere puntuali all’aeroporto per il volo delle 6.30, appena arrivati, ci siamo precipitati al bar per un caffè doppio per darci la carica e svegliarci dal torpore dell’alzata. Col sapore del caffè in bocca ci siamo avviati al controllo bagagli e abbiamo trovato davanti a noi gli amici della “Team Mancini” che abbiamo salutato cordialmente, che come noi avevano lo stesso volo e la stessa destinazione.
Un viaggio tranquillo e puntuale ci ha portato direttamente nella città dei “Beatles” dove ad aspettarci c’era il Soke Robert Clark e il suo allievo il M° Matthew Rinaldi i quali ci hanno accompagnato all’albergo oramai diventato il nostro alloggio ufficiale durante gli spostamenti per Fazakerley.
SouthportIl “Bold Hotel” in Southport, piccolo, ma carino sobborgo di Liverpool.
Accomodati nella tipica camera inglese con moquette a terra e tende che hanno la stessa funzione delle nostre persiane, siamo scesi nuovamente nella hall dell’albergo per fare una colazione-pranzo. Chiaramente un tipico “English Breakfast” con tanto di bacon e uova strapazzate.
Matthew, ci aveva dato appuntamento in serata quindi ne abbiamo approfittato impegnando la rimanente mattinata e parte del pomeriggio, per fare un giro e curiosare per i tanti negozi e comprare qualche souvenir da portare in Italia.

La sera, puntuale per l’ora stabilita al posto di Matthew è arrivato il Maestro Clark che ci ha condotti con la sua Mercedes in un ristorante, dove ad aspettarci c’era il DT Israeliano Amir Barnea e non solo. Una cena a base di agnello in agrodolce e tante risate hanno fatto da cornice ad una serata in cui si respirava nella comitiva l’aria tipica della cordialità, finita con foto e auguri di buonanotte.

Pranzo in un tipico ristorante di campagnaL’indomani alle 13.00 il Soke arriva al nostro albergo per prelevare me e il Maestro Colombini e portarci a pranzo in un tipico ristorante di campagna appena fuori da Liverpool, molto vicino a casa sua. Un locale caratteristico diverso da quello che ci aspettavamo, quasi un cottage di montagna, con all’interno piccole volpi imbalsamate e quadretti che raffiguravano un vecchia campagna inglese primi del novecento, e un camino centrale con all’interno un innaffiatoio con fiori secchi. Tra una pietanza e l’altra, abbiamo avuto modo di approfondire tantissimi argomenti sia con il Soke che con la sua inseparabile compagna Beryl. È stato un pomeriggio davvero intenso, ricco di idee, commenti, apprezzamenti, confronti, molto costruttivo. Il Maestro ha espresso tutta la sua ammirazione e il suo compiacimento per il lavoro che stiamo svolgendo, stimolandoci a fare sempre meglio continuando nel cammino intrapreso. Tutto questo lo potremmo condensare in una piccola frase composta, che esprime il concetto: “Energia-Positiva”.
Un analisi interessantissima e penetrante è stata poi, quella rivolta all’aspetto della federazione generalmente poco affrontato, che è la parte filosofica. Il rovescio della stessa moneta dove da un lato c’è la tecnica e dall’altro lo spirito che anima la federazione stessa. In pratica il Maestro Clark ha sottolineato come senza appunto uno spirito positivo ed energico che sappia amalgamare bene il rispetto, l’umiltà, la comprensione, la solidarietà, non si possa costruire niente che non sia molto fragile e delicato, destinato a cadere. Come cercare di tenere in piedi un uomo fatto di soli muscoli, nervi e tendini senza avere al suo interno le ossa che lo sostengono. Un grande esempio di saggezza.

Foto di gruppoIl mattino seguente alle 9.00 ci spostiamo a Fazakerley nell’ “International Head Quarter” della World Ju-Jitsu Federation per il corso di aggiornamento riservato esclusivamente ai direttori tecnici. Una mattinata protratta fino a pomeriggio inoltrato che ha visto il Soke Clark esprimersi sul tatami come sempre ai massimi livelli nella espressione tecnica del miglior Ju-Jitsu che esista al mondo. Scambi tecnici, multiple attack, concatenazioni molto rapide, precise e potenti, hanno dato forma a circa quattro ore di allenamento intensissimo che ci ha visti decisamente spossati quando è giunta la fine della lezione. Tante foto, molti abbracci tra noi e gli altri partecipanti accorsi per il seminario di aggiornamento, avvolti dallo spirito positivo che il giorno prima a pranzo il Soke ci ha spiegato.
Una lezione energica proprio su quel tappeto che ha visto nascere stelle nel firmamento del Ju-Jitsu mondiale non è cosa da poco e l’emozione provata da me e dal Maestro Andrea Colombini è stata come sempre molto intensa. Come grande è stato l’onore per le innumerevoli foto scattate a noi due durante l’allenamento.


Gli istruttori inglesi e Adriano Busà e Andrea ColombiniIl saluto finale, una doccia rapida e poi ad attendere il fondatore della Wjjf nella hall di entrata. Ad un certo punto mi sento chiamare e il Maestro di tutti i Maestri mi invita insieme al mio collega ad entrar nel suo ufficio dove ci mostra con orgoglio una vecchia foto in bianco e nero di quando lui iniziò il suo appassionante viaggio nel Ju-Jitsu.
Foto di gruppo e al centro il suo Maestro, un uomo dallo sguardo severo ma buono, un grande Maestro a dir suo, vissuto oltre i novanta anni. Poi, ci ha fatto accomodare per illustraci alcuni progetti interessanti su cui ho dato il mio parere molto positivo, come conclusione di una giornata effettivamente interessante e proficua sotto ogni punto di vista.

Adriano Busa' e Andrea Colombini insieme al rappresentante danese della WjjfPronta la frizzante Beryl, pronti noi, e tutti in auto verso il ristorante fissato per tutta la comitiva italiana, e per quella danese. Una cena ottima, in un ristorante cinese un po’ particolare dove ti porti le bevande da casa, una cosa molto strana per noi dello stivale abituati ad essere serviti in tutto e per tutto. La serata cinese comunque è trascorsa in simpatia con molte battute e tanta cordialità, nel perfetto clima che il Maestro elargisce al suo gruppo diretto, proprio come amici di vecchia data.

All’indomani salutato il nostro mitico “Bold Hotel”, siamo tornati a “Fazakerley” aspettando l’orario per il volo di ritorno. Appena Clark e rientrato al quartier generale, ci ha concesso gli ultimi minuti per approfondire alcuni aspetti lasciati in sospeso e poi tutti quanti in viaggio per l’aeroporto “John Lennon”, attraverso le famose campagne inglesi tra qualche goccia di pioggia e l’altra. Tipico clima in stile “british” che non poteva assolutamente mancare.

Andrea Colombini e Adriano Busa' in attesa di entrare nell'ufficio del Soke ClarkArrivati! Un forte abbraccio da parte di Beryl e del Soke e un arrivederci al prossimo appuntamento fissato per il sette di novembre, purtroppo, hanno segnato la fine di questi giorni dedicati al nostro approfondimento tecnico e non solo.
Al “Check In”, prima dell’imbarco, io e Andrea, avevamo in bocca un retro gusto un po’ malinconico, perché il Maestro di tutti i Maestri in questi giorni, ha manifestato nei nostri confronti tutto il suo calore e il suo affetto e tutto questo è stato per noi una grande gioia e un grande onore. Purtroppo questi sentimenti spesso sono messi in disparte o addirittura dimenticati dalla collettività, ma la magia del Ju-Jitsu è anche quella di riscoprire ed apprezzare con schiettezza, nella perfetta condivisione, un valore importante come l’autentica  amicizia, anche tra due società così apparentemente diverse, come quella inglese e quella italiana.

Adriano Busà
Presidente Nazionale
Wjjf Pma Italia

 

 
 
 


 
 
 
 

 

 
 
 


 
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